martedì 27 gennaio 2015

WispAdornments

Tra le varie pagine che seguo su Facebook, ve ne e' una che si chiama "The order of the good death".
Gestita da una giovane ragazza che di mestiere fa la "Mortician", ovvero quello che in italiano puo' essere sbrigativamente reso come "Becchino", costituisce una delle ramificazioni telematiche della sua associazione "The order of the good death" per l'appunto, che si prefigge di informare le persone riguardo la morte, per rendere il finale passaggio un momento intriso di consapevolezza, combattendo contro paure e fobie legati ad essa.
Per indagare sulla questione (il post non vuole parlare nello specifico di questo) vi rimando a questo link.
In uno dei recenti aggiornamenti della pagina, ho scoperto quanto desidero condividere quest'oggi.
WispAdornments si occupa di creare splendidi gioielli da quanto rimane dei tuoi cari (persone od animali), o dalle loro parti anatomiche.
La cosa puo' apparire macabra, ma possiede una grande poesia e delicatezza. Quanti di voi sono soliti portare addosso anelli o altro, appartenuti ad un genitore o altra persona cara che e' venuta a mancare? Io indosso la fede nuziale di mio padre, ad esempio.
Quanti conservano magari il dentino da latte del figlio/figlia, o il collare appartenuto al cane/gatto tanto amato?
Credo parecchi.
Il concetto espresso da WispAdornments si basa su questo, e affonda le radici su antiche tradizioni, come quella dei "mourning rings" o l'abitudine di conservare ciocche di capelli per "sentire" ancora o maggiormente vicina, una persona amata o cara.
Non sono un' esperta dell'argomento, ma lo trovo affascinante.
WispAdornments usa quanto rimane di chi ci ha lasciato, per creare gioielli fatti a mano, personalizzati e splendidi da vedere ed indossare.


Questo pendente ad esempio e' stato creato per una persona, la quale desiderava conservare un ricordo del proprio cavallo (quelli incastonati sotto il cabochon di quarzo, sono peli della criniera)


In questo anello invece, fabbricato per colei che gestisce "The order of the good death" sono custoditi i capelli dei suoi nonni.


Non mancano inoltre anelli od altro, che conservano i denti da latte dei vostri figli.

Insomma, mutare dolore e lutto in un dolce, artistico e quasi eterno ricordo non solo mentale, ma anche tangibile.



domenica 25 gennaio 2015

The man who laughs (1928)



Di tanto in tanto, amo guardare film muti. Trovo possiedano un fascino straordinario, o semplicemente, si addicano al mio spirito da "vecchia dentro".
Non sono un'esperta di cinema, scrivo delle sensazioni, di quanto queste pellicole mi lasciano dentro.
La prima che vi propongo, e' "The man who laughs", che e' stato anche il mio primo film muto, e devo dire che il caso o l'istinto, mi hanno regalato un "battesimo" davvero notevole.
Questo film occupa tutt'ora il posto del mio preferito in fatto di recitazione, e la storia, (adattamento di una novella di Victor Hugo) seppur "addomesticata" nel finale per incontrare i gusti del pubblico, mi e' parsa davvero splendida.
Cio' che mi ha colpito, e' stata per l'appunto, la recitazione.
Conrad Veidt, uno dei protagonisti, costretto ad esprimere ogni minima variazione dell'animo usando solo gli occhi, fa un lavoro magistrale. Vi sono parti in cui l'amore viene reso con gesti talmente semplici ma pieni di significato, da ridicolizzare tutti i "feels" modermi come nulla fosse.
Sara' che amo la sottrazione, ma ho apprezzato grandemente tutto cio'.
Gwynplaine, il protagonista, "l' uomo che ride", ha ispirato la figura del Joker, una chicca che gli amanti del personaggio troveranno interessante (spero).
La storia, in breve, narra di Gwynplaine, un bambino sfigurato per motivi che non vi spoilero, in modo da avere il viso atteggiato ad un eterno e grottesco sorriso.
Adottato da una sorta di eremita/girovago, si esibira' una volta cresciuto come fenomeno da braccone, accompagnato da Dea, una splendida fanciulla cieca, che Gwynplaine salvo' da morte per assideramento, quando lui era un bimbo, e lei appena nata.
I due si amano, ma naturalmente qualcosa accade a scombinare una vita apparentemente quieta, turbata dai tormenti vissuti da Gwynplaine riguardo la propria deformita', e l'effetto che suscita sulle persone "normali".
Consiglio senz'altro la visione di quest'opera, disponibile per intero su Youtube.

Qua la scheda wikipedia del film ed informazioni su Conrad Veidt, che trovo oltre che bravissimo, anche bellissimo (il che non guasta).

Qua invece, scheda wikipedia dell'opera originale