giovedì 23 luglio 2015

Fishy Dreams

Buongiorno, ritorno con un nuovo post dopo una brevissima pausa, perché questa mattina il postino mi ha consegnato un libro molto atteso.
Vedendolo, la prima cosa che ho pensato è stata: “Ma come, è così piccolo e sottile?”.
L'ultima cosa pensata è stata invece: “Se questo libro contasse più pagine, fosse rilegato in modo diverso e presentasse una carta di maggiore lusso, sarebbe così bello!”.
L'opera della quale sto parlando è “Fishy Dreams” dell'artista Finlandese Riikka Auvinen, conosciuta nell'universo del web come Tir-ri.


(Copertina - foto dell'autrice)

Nel suo DeviantArt spiega l'origine del proprio “nome d'arte”, raccontando di come derivi da Tirri, un nomignolo affibbiatole dal fratello, il cui significato è “piccolo pesce”.
Riikka  ha conseguito una laurea in cultura ed arte nel 2011 alla Metropolia University di Helsinki, ed attualmente lavora come illustratrice freelance, orientata preferibilmente al mondo dell'illustrazione libraria.
Il volumetto che ho ricevuto contiene 32 pagine (26 illustrazioni in full color e 2 pagine di schizzi) in stampa matte, copertina morbida e dimensioni di 22 x 15,5 centimetri.
Le immagini offerte da Fishy Dreams appartengono ad un mondo fiabesco popolato da creature appartenenti alla tradizione popolare, e all'universo interiore di Riikka.


(Foto mia - qualita' pessima...)

Gran parte delle illustrazioni presenti nel suo Tumblr ritraggono difatti personaggi di sua invenzione, che vivono all'interno di storie da lei scritte.
Riikka padroneggia la tecnica del gouache e dell'acquerello in modo mirabile, producendo opere di delicata bellezza dai colori vivissimi, e ricche di minuziosi dettagli.
Sprofondare in una sua illustrazione regala un tuffo nella bellezza, e in miriadi di piccole cose finemente cesellate da pazienza, colore, e tecnica sopraffina.


(Foto dell'autrice)

Quando dico “sprofondare” e “un tuffo” non è casuale, in quanto Riikka presenta spesso e volentieri ambientazioni di tipo marino ed acquatico, ed anche quando la sua fantasia la porta sulla terraferma, il lussureggiante intreccio di foglie, fiori e decorazioni appare come un oceano dentro il quale buttarsi con gioia, assaporando la poesia emanata da illustrazioni, capaci di rendere caldo persino un panorama innevato.
Scorrendo le pagine di questo libro troppo breve e piccolo a contenere tanta bellezza, mi sono persa ad immaginare quali mondi fiabeschi si nascondano dentro l'artista, quali e quanti di essi siano originali, e quanti invece, frutto di leggende popolari e favole reinterpretate.
Purtroppo sono troppo ignorante per scoprirlo, ma di sicuro le storie mostrate in Fishy Dreams richiamano alla mente un genere di tematiche a me assai care, e sulle quali spesso baso le mie modeste storie da pseudo scrittrice.


(Foto mia - cercate di accontentarvi)

La tiratura del volume è limitata, ma se volete tentare di accaparrarvi una copia, questo è il link da seguire.
Riikka gestisce anche uno spazio su Society6 dove evito di curiosare, perché ricco di oggetti impreziositi dalle sue magnifiche opere, tra i quali spiccano dei mug che mi hanno fatto venire una voglia tremenda di tè, e di aprire il portafogli.
Il libro costa 20 euro piu spese di spedizione, e nonostante io sia rimasta un po' delusa dal formato troppo misero, rimango pienamente soddisfatta ed orgogliosa di aver offerto una briciola di supporto economico all'artista, con la speranza di vedere, un giorno, le sue opere confezionate in maniera totalmente adeguata.
Questa mia affermazione non vi faccia pensare che Fishy Dreams sia un prodotto non valido, si tratta semplicemente del rammarico di una profana che vorrebbe vedere illustrazioni tanto fini e splendide, racchiuse all'interno di un libro in formato più lussuoso.
Arrivare a pensare una cosa come questa in un mondo dove il risparmio la fa da padrone, credo basti a far capire che le opere presenti in Fishy Dreams meritano tantissimo, molto più di quanto abbiano avuto sin ora.
Per il momento assicuratevi una copia (se ne trovate ancora disponibili), e fatemi sapere se non ho ragione.

domenica 19 luglio 2015

Sahaam

Ben ritrovati, quest'oggi vorrei parlarvi di Sahaam, manga fantasy tutto Italiano scritto e disegnato da Elena Toma, che mi ha colpita particolarmente per l'accuratezza di disegni, e stile personale dell'autrice.



Non essendo ferrata circa il mondo di manga e fumetto in generale, non mi sarà possibile fare accostamenti di stile e tematiche o paragoni di alcun genere, ma mi limiterò come sempre, ad esporre le sensazioni che questo prodotto mi ha suscitato.
Sahaam è la storia di una grande avventura, un viaggio periglioso in cerca di verità e vendetta, costellato da situazioni fantastiche, comiche, emozionanti.
Tutto ha inizio con la narrazione di una battaglia tra due razze di carattere, colore pelle, ed abitudini differenti.
L'antico popolo dei Garian dalla carnagione azzurra, venne soggiogato dal popolo Helian in possesso di pelle rosa, e grandi abilità nelle arti Majie.
L'apparizione di un re leggendario in grado di maneggiare Sahaam la freccia di luce sacra, riportò ordine e pace, sconfiggendo gli Helian.
Fu così che i Garian in onore di quanto avvenuto, decisero di cambiare il nome del loro mondo in Sahaam, ribattezzandosi Sahaamiani.
Al termine di questa introduzione facciamo la conoscenza del protagonista ovvero Sokar, un giovane Sahaamiano in procinto di affrontare la prova suprema, che decreterà la sua entrata ufficiale nel mondo adulto.


Mi soffermo un attimo su di lui, dicendovi che Sokar è un soggetto davvero unico, in grado di suscitare simpatia immediata e duratura.
I suoi atteggiamenti da sbruffone, le espressioni grottesche unite ad una fragilità fanciullesca, lo rendono davvero adorabile.
Durante lo svolgimento della prova tuttavia, un violento cataclisma sconvolge il paese, distruggendo Silvfor il villaggio natale di Sokar.
Il terremoto è stato causato da due Helian sfuggite ad una lunga prigionia, che grazie alle loro arti Majie e ad un particolare evento astrale, sono state in grado di evocare una creatura demoniaca, al fine di garantirsi vittoria sicura sul popolo di Sahaam.
Sokar viene dunque mandato in missione verso la città di Iridia in cerca di Radios, un potente Majian.
L'immane calamità che ha colpito il paese non appare come frutto di casualità o eventi naturali, e dunque si rende necessario interrogare Radios affinché possa dare una risposta, confermando o smentendo i sospetti covati dal capo villaggio di Silvfor, circa il coinvolgimento delle due Helian superstiti.
Inizia così per Sokar un viaggio che lo porterà ad Iridia, e poi... e poi non dico altro, per evitare di rovinarvi la sorpresa.
Sahaam al momento conta due numeri, che potete acquistare tramite il sito di Mangasenpai, casa editrice che produce e distribuisce gli albi.
Ciò che ho amato di quest'opera è la vivacità dei personaggi tutti perfettamente caratterizzati, e uno spiccato dinamismo di scene, azioni e situazioni, che rendono la lettura estremamente coinvolgente nonché priva di tempi morti.
Personalmente amo che le tavole di Sahaam siano così ricche, “piene” potrei dire usando un termine semplice che tuttavia credo inquadri bene la sensazione che il lettore prova, nel leggere la storia.
Il viaggio di Sokar è solamente all'inizio, credo che molte sorprese e colpi di scena si celino dietro l'angolo. 
Alcuni sono già avvenuti nel volume due, ma dubito resteranno cosa isolata.
Elena Toma nonostante la giovane età possiede esperienza e tecnica davvero notevoli, acquisite tramite moltissimo duro lavoro, e innumerevoli attività collaterali.
All'interno della sua pagina Tonkipappero's Art, troverete tutti i progetti che Elena ha in corso.
Prima di tutto Mangakugan, bimestrale di manga italiani che regala prezioso spazio ad autori esordienti, e poi Mangakugan Light, che crea invece una nicchia preziosissima per gli scrittori in erba, desiderosi mettersi in gioco con la realizzazione di light novels, ovvero piccoli romanzi rivolti ad un pubblico giovane, corredati da illustrazioni in stile manga.
Quest'ultima rivista mi è particolarmente cara, datosi che vi pubblico una mia opera impreziosita dagli splendidi disegni di Chiaretta E Bon, bravissima autrice della quale vi avevo già parlato in passato.
Quando mi sono decisa a cercarmi un angolino, dove poter condividere con un eventuale pubblico le mie “opere” al di fuori di spazi personali o gruppi di scrittura più o meno chiusi, è stato un disastro: in Italia praticamente nessuno si sente invogliato ad investire sugli scrittori, e quindi la scoperta di Mangakugan Light si è rivelata una splendida sorpresa.
Concedere spazio agli esordienti costituisce un eccellente modo per scoprire nuovi talenti, concedendo loro il privilegio di potersi mettere alla prova con se stessi e il pubblico.
Elena ha inoltre in cantiere altre opere manga come sempre contraddistinte dal suo stile fresco e grintoso, incentrate su tematiche fantasy, steampunk e di fantascienza.
I titoli che sta tutt'ora producendo sono Energheia (testo di Thomas Lucking e disegni di Elena Toma) e  Domination Reiyel, light novel disponibile all'interno di Mangakugan Light.



In piu' (come se non bastasse!) Elena collabora con la neonata casa editrice Kasaobake in procinto di sfornare svariati titoli più o meno noti al pubblico di Facebook, e nuove produzioni tutte da scoprire.
Insomma, come potete vedere la carne al fuoco è davvero tanta!
Mangakugan costituisce una realtà assai articolata che si estende a svariati media, dei quali vi fornirò i link al termine del post.
Vi consiglio di iniziare ad esplorare la vastità dei mondi curati da Elena partendo da Sahaam, perché Sokar merita tutta la vostra attenzione, e perché avendolo letto posso fornirvi garanzie circa la bontà del prodotto, che sono certa non vi deluderà.

Elenco link:
YouTube

mercoledì 8 luglio 2015

Freaks - 1932

Buongiorno, quest'oggi vorrei parlarvi di un film molto particolare, scovato nel web dopo una breve ed intensa ricerca, e visionato giusto ieri notte.
Freaks è un film horror del 1932 diretto da Tod Browning unico nel suo genere, per la presenza di autentici «fenomeni da baraccone» all'interno della pellicola, i quali recitano nel ruolo di loro stessi.
La versione originale ed estesa è andata perduta, in quanto giudicata eccessivamente scioccante per venire distribuita nelle sale.


Tod Browning, regista e produttore, si vide costretto ad effettuare molti tagli mirati ad eliminare le parti considerate più spaventose, riducendo la lungheza della pellicola dagli iniziali 90 minuti, a non più di 64.
Gli sforzi compiuti tuttavia, non furono in grado di proteggere quest'opera da recensioni e critiche tanto negative, da compromettere in maniera pressoché irreversibile la carriera di Browning.
Ma di questo vi parlerò al termine della mia recensione.
La trama, che si svolge interamente all'interno di un circo, è semplice ma d'impatto.
Tutto inizia con un imbonitore, impegnato a narrare al pubblico di come i freaks non abbiano scelto di venire al mondo, e di come essi siano legati gli uni agli altri da una sorta di legge che recita “Offendi uno di loro, ed offenderai tutti”.
Successivamente l'uomo conduce gli spettatori ad una grande scatola, contenente la più incredibile mostruosità esistente. Essa un tempo era una splendida donna, conosciuta come “The paecok of the air”.
Una cliente scruta nella scatola, ed urla di terrore.
La scena cambia mostrando Cleopatra, bellissima e talentuosa trapezista.
La donna seduce Hans, il nano che si occupa di presentare al pubblico le attrazioni del circo, dapprima con l'intento di dileggiarlo, e successivamente, una volta venuta a conoscenza della sua immensa ricchezza, per sposarlo.
Il piano di Cleopatra è chiaro, intende diventare la moglie di Hans, e poi, con l'aiuto del suo amante ovvero l'uomo forzuto, avvelenare il poverino impossessandosi di tutti i suoi beni.
Hans, promesso sposo della graziosa nanetta Frida (nella realtà i due attori erano fratello e sorella) è completamente perso d'amore per Cleopatra, la quale, ha vita ben facile e riesce a scucire il matrimonio con grande facilità.
Durante il pranzo di nozze però, mentre Cleopatra inizia ad avvelenare il vino consumato da Hans, tutte le attrazioni del circo festeggiano la donna con una sorta di rituale d' accoglienza, e al suono della ossessionante filastrocca "We accept her, we accept her. One of us, one of us. Gooba-gobble, gooba-gobble" si passano un calice di vino da cui tutti bevono, in segno di comunanza.
Cleopatra, inorridita da quegli esseri da lei considerati come mostri si ribella gettando loro addosso il vino, apostrofandoli come «freaks».
Inoltre, a causa dell'ebbrezza, bacia appassionatamente l'uomo forzuto, rivelando i propri veri sentimenti ed intenti.
Hans, intenzionato a chiudere l'accaduto rifiuta le patetiche giustificazioni e scuse di Cleopatra, ma non può fare o dire più di tanto, perché il veleno è ormai entrato in circolo.
Il finale della storia si presenta crudo, drammatico e terribilmente d'impatto.
Durante lo spostamento del circo in altro luogo, che avviene in una notte di pioggia e tempesta, Cleopatra seguita a somministrare ad Hans il veleno spacciandolo per una medicina, ma il nano, ormai conscio di quanto frulli in testa alla donna, finge di accettare quanto lei gli propina.
Mentre la pioggia scroscia ed i tuoni squassano l'aria, i freaks attaccano Cleopatra e l'uomo forzuto armati di pistole e coltelli, inseguendoli senza pietà sino a sopraffarli in una serie di scene da far accapponare la pelle.
E qua arriviamo al punto lasciato in sospeso ad inizio post.
I tagli effettuati dal regista, riguardano principalmente questa parte.
In origine la scena di aggressione era assai piu articolata e cruenta, e comprendeva l'evirazione dell'uomo forzuto, totalmente assente nella versione definitiva, e la mutilazione di Cleopatra.
Si narra che una donna, nel corso della presentazione al pubblico sia stata colpita da malesseri tanto forti, da causarle un aborto.
Ho trovato questo film molto interessante, non solo per la presenza dei freaks, qui ritratti nella quotidianità della loro esistenza comprendente abitudini, abilità, rapporti affettivi e di amicizia, ma sopratutto per la storia, dove coloro comunemente visti come i «normali» si rivelano ben più mostruosi dei mostri stessi.
Il comportamento squallido ed immorale di Cleopatra e del suo compare, la sua bellezza e perfezione fisica, stridono con le deformità dei freaks e il loro immenso senso di giustizia, coesione, aiuto reciproco, costringendo lo spettatore a riflettere su chi, nella storia, sia il vero mostro.
Al di la della recitazione non sempre brillante, trovo che questo film sia davvero ben fatto, senza cadute di tono, e che riesca a mettere in luce i vari «fenomeni da baraccone» presenti, in modo gentile e rispettoso.
Costruito come una mescolanza tra documentario e dramma, mette in scena una galleria di soggetti tutti perfettamente delineati, anche quando la loro presenza è obbligatoriamente limitata a brevissime scene, portando lo spettatore ad affezionarsi a queste sfortunate creature, dal nobile cuore.
Indagare sui singoli soggetti è un percorso affascinante, che vi porterà ben oltre il film, riempiendovi di stupore ed ammirazione.
L'intera pellicola è reperibile liberamente nel web, anche se vi dovrete accontentare di una qualità non proprio eccelsa.
Consiglio caldamente di cercarlo e vederlo, sono certa che non vi deluderà, specialmente se amate il genere, ed i film datati.
Per finire, due curiosità: il brano “Pinhead” del gruppo punk The Ramones è riferito al film, e sempre rimanendo in tema musicale il video degli U2 “All I want is you” è anch'esso ispirato (in parte) al film.
Buona visione e come sempre, lasciatemi le vostre impressioni se vi va.