mercoledì 28 settembre 2016

Lorn - Anvil

La spietata legge del social stabilisce, che se non sei una persona popolare, con molti amici fedeli e curiosi, non vieni considerato un modello di riferimento culturale/artistico e compagnia bella, tu possa mettere nella tua bacheca o pagina personale la cosa più bella/interessante/originale o divertente di questo mondo, e non ti fileranno.
Poi può capitare che dopo qualche giorno o settimana, quella determinata cosa da te segnalata diventi virale.
Tu guardi al mondo social pieno di eccitazione, che si scambia commenti e spamma come non ci fosse un domani una cosa che tu avevi già apprezzato e scoperto nonché segnalato da un pezzo, e ti viene un po' di tristezza.
Comunque vado avanti a provarci, e in linea con il mio animo masochista ho deciso di proporre anche su blog quest'opera scoperta ieri notte.
Naturalmente, se la sono filata in tre.
Ma ehi, non scoraggiamoci, questo blog e nato per diffondere cose belle!
E questa, a mio parere, lo è.
Buona visione.





sabato 24 settembre 2016

Kaze to ki no uta - Il poema del vento e degli alberi

Il poema del vento e degli alberi (Kaze to Ki no Uta) è un anime del 1987 tratto dal manga omonimo, pubblicato in Giappone tra il 1976 e il 1984.
Considerato uno dei primi titoli con tematiche omosessuali, impiegò ben nove anni prima di venire pubblicato, poiché l'autrice Keiko Takemiyasi rifiutò categoricamente di censurare le parti scabrose contenute nella storia.
L'adattamento animato del 1987 mostra solo la prima parte, del ciclo narrativo contenuto in  Kaze to Ki no Uta
L'intera vicenda si svolge in Francia, precisamente in Provenza, nella seconda metà del 1800.
Serge è un giovane ragazzo figlio di un aristocratico e una zingara, che rimasto orfano viene inviato in un prestigioso collegio maschile, lo stesso dove il padre aveva studiato in gioventù.
Serge, ormai adulto, torna a visitare i luoghi che lo videro adolescente, rimettendo piede nella stanza numero 17 teatro della sua turbolenta relazione con Gilbert, il compagno di stanza.


Gilbert è un giovane di angelica bellezza, il cui comportamento suscita disapprovazione e chiacchiere.
Sin da subito risulta chiaro come Gilbert sia invischiato in sordide relazioni sessuali con diversi uomini.
Sembra inoltre soffrire di una salute alquanto cagionevole, che necessita un uso costante di medicinali, ai quali è ormai assuefatto.


Serge, ragazzo innocente, nobile e dall'animo puro, si ritrova a dover avere a che fare con questo strano e disturbante soggetto evitato da tutti.
Ogni studente sa che razza di vita faccia, ma nessuno interviene affinché le cose cambino, o si interessa a cercare di capire perché Gilbert sia tanto ossessionato da relazioni violente, promiscue e pericolose.
Sarà proprio Serge a preoccuparsi per lui, cercando in ogni maniera di instaurare un contatto positivo con il compagno di stanza.
Gilbert per tutta risposta chiedera' ad uno dei suoi amanti di far fuori il ragazzo, in cambio di “tutto ciò che vuoi” alludendo ad una prestazione sessuale.
La cosa sembra andare come stabilito quando l'amante mette fuori combattimento Serge, e poi decide di prendersi ciò che gli spetta forzando Gilbert ad un rapporto omosessuale.
A questo punto Serge, ripresosi dallo stordimento (gli era stato somministrato dell'etere) salva Gilbert azzuffandosi con l'amante del ragazzo, mostrando non solo di possedere una grande forza fisica e tenacia, ma anche e sopratutto un animo indomito, leale, solido come acciaio.
Così Gilbert decide di “accettare” Serge.
Si tratta di una vittoria momentanea per il ragazzo, il quale si vedrà ben presto costretto ad affrontare la consapevolezza che Gilbert è felice di vendere il proprio corpo.
Non mi dilungo in ulteriori dettagli per non guastarvi troppo il piacere di visionare il film, qualora decideste di farlo.
Il poema del vento e degli alberi è un anime coraggioso, onesto e non troppo edulcorato, che parla di omosessualità, stupro, uso di droghe, sadismo e discriminazione.


Gilbert si rivelerà essere nulla più di una creatura spezzata ed infelice abusata sia dal suo tutore/zio nonché benefattore del collegio in cui studia, (cosa che spiegherebbe perché possa mancare al coprifuoco o alle lezioni senza venire punito) che da tutti gli uomini con cui ha avuto a che fare.
Lo zio l'ha “educato” al piacere di essere torturato e usato, tanto che quando il giovane che prova per l'uomo un sentimento sincero riceve da lui una lettera dal contenuto scioccante impazzisce di dolore, sfogando quanto sente in un rapporto sessuale di incredibile violenza.
Purtroppo non ho idea di cosa parlasse la lettera, perché la versione in Italiano scovata su YouTube non offre sottotitoli con la traduzione dei kanji Giapponesi in sovrimpressione.
Deve trattarsi in ogni caso di parole terribili o dolorose studiate appositamente per indurre Gilbert a soffrire, dedicandosi all'autolesionismo per compiacere i desideri dello zio.
L'uomo nutre la perversa convinzione che solo tramite tanto dolore, il giovane potrà divenire un essere dotato di pura sensualità.
Sconvolto Gilbert si recherà da uno dei suoi amanti, invocando di essere preso con la violenza, picchiato, stretto sino alla morte.
È evidente come il concetto di amore espresso dal giovane sia distorto a causa delle sevizie subite in tenera età, rendendo Gilbert una figura vulnerabile tristissima nella sua fragilità di essere umano soggiogato, sfruttato, reso incapace di guardare ai sentimenti e al sesso in maniera equilibrata.
Solo Serge sembra possedere la chiave segreta, per donare un briciolo di luce a quell' anima resa oscura dalla sofferenza.
Gilbert tornato in collegio dopo il burrascoso rapporto, chiederà a Serge di dormire con lui.
Serge dapprima si opporrà, accettando poco dopo per compiacere il compagno di stanza.
Non è un atto di debolezza il suo, e tanto meno di pietà; si tratta di amore, poiché tra le righe si capisce come Serge sia attratto da Gilbert.
I due dormiranno assieme, nudi, abbracciati l'uno all'altro.
Finalmente Gilbert può assaporare vero calore umano, pace, amore sincero.
Attraversato da un filo costante di tristezza e cupa disperazione, vagamente disturbante per i temi trattati contrapposti allo stile di disegno del periodo tutto occhioni stellati e linee delicate, Kaze to ki no uta scorre tenendo lo spettatore agganciato allo schermo dal principio alla fine.
Opera importante per il suo gusto rivoluzionario, tutt'ora attualissima nella sua cruda semplicità, Il poema del vento e degli alberi e' un film imperdibile per tutti gli appassionati del genere, per chi si interessi di temi omosessuali in arte e letteratura, per gli amanti dell'animazione giapponese in stile vintage.
Cercatelo, guardatelo, e lasciatevi rapire.

giovedì 22 settembre 2016

Neo Tokyo - 1987

Ieri, dopo diverso tempo ho aperto nuovamente questa pagina, rendendomi conto che non facevo un post da troppo.
Così ho pensato di rimediare visionando uno dei corti/film archiviati mesi fa, nelle mie playlist di YouTube.
Neo Tokyo è un' antologia di genere science fiction prodotta nel 1987, della durata di 50 minuti.
Il film è composto da tre segmenti, realizzati ciascuno da un differente autore.
Ogni parte racconta una storia sé stante per stile, disegno e colorazione.
I tre episodi sono rispettivamente:
1)  Labyrinth Labyrinthos diretto da Rintaro
2) The Running Man diretto da Yoshiaki Kawajiri
3) Construction Cancellation Order diretto da Katsuhiro Otomo
Il film si apre portando lo spettatore in un misterioso scenario simile ad una foresta, dominato dalla presenza di una grande porta in pietra.
Il portale ha sembianze grottesche e spaventose, ed appare identico ad una delle opere presenti all'interno del Parco dei Mostri a Bomarzo, provincia di Viterbo.
Sachi è una bimba dall'aspetto buffo e bizzarro, impegnata a giocare a nascondino con Cicerone, il suo gatto.
Cercandolo ovunque, lo trova dentro un orologio a pendolo.


L'orologio diviene un portale verso un mondo-labirinto dove mostri, assurdità, creature soprannaturali si susseguono in un vortice di inquadrature ricercate, cambi di scena, mutazioni improvvise dei personaggi.
Sachi è una specie di Alice nel paese delle meraviglie che corre attraverso tutto questo inseguendo le lusinghe di un clown, accompagnata dal fedele Cicerone.
Una scena mi ha ricordato molto le dinamiche dei film muti, quando il clown, riuscito finalmente nell'intento di condurre Sachi al suo circo la invita ad entrare, e quanto dice non è udibile a parole, ma compare in un pannello di testo.
Sachi entra nel circo, una luce la investe, e lo spettacolo inizia.
A questo punto, prende il via il secondo corto, ovvero The Running Man.
Il tema dominante, sono le corse automobilistiche.
Non si tratta però di normali competizioni, poiché tutto si svolge in un futuro dai toni cupi alla “Blade Runner”, dove i piloti gareggiano all'interno di potentissime auto a reattori.
La corsa è denominata “Death Race” poiché molti muoiono durante la competizione.
Zack Hugh è il campione indiscusso della Death Race da ben 10 anni.
Un reporter viene mandato ad intervistarlo, scoprendo come Zack sia in possesso di straordinari poteri telecinetici, dei quali si serve per fare fuori gli avversari.
Il suo corpo provato da anni di corse intensive, sta raggiungendo il limite.
Durante una corsa Zack come sempre vince, ma successivamente a ciò i suoi segnali vitali cessano.
“Life function terminated” recita lo schermo presente nei box, dove il team del pilota in preda all'incredulità, ne constata la morte.
Eppure, l'auto di Zack seguita a correre.
L'uomo, viene doppiato da un pilota fantasma.
Zack, non accettando l'affronto spinge la sua auto al massimo distruggendola e distruggendosi, in un crescendo di esplosioni, vetri che si infrangono, fiamme, e danni fisici.
Ormai ridotto ad una maschera di sangue e preda di un delirio folle, riesce finalmente a sorpassare il fantasma.


Il suo volto sfigurato, deformato, precede di poco l'esplosione dell'auto, che si muta in una mortale palla di fuoco.
Non è chiaro se il pilota sia morto, e se quanto accaduto dopo il segnale “Life function terminated” sia reale, oppure no. 
Forse si tratta di una gara tra entità spettrali, o magari il corpo dell'uomo ha ceduto liberando il potere telecinetico, sino a creare delirio ed autodistruzione.
In ogni caso amo la colorazione di questo episodio, e  la sua impronta horror-splatter tipicamente fine anni '80, inizio anni '90
Dopo una transizione con schermo nero, il terzo corto inizia distinguendosi dagli altri due per i colori chiari, caldi, lo stile morbido, e la storia in apparenza leggera e grottesca.
A seguito di una rivoluzione in un fittizio stato del Sudamerica, il nuovo governo decide di sospendere le opere di costruzione di un'immane struttura denominata 444
Un giovane impiegato (Tsutomu Sugioka) viene mandato sul posto, per assicurarsi che gli ordini vengano eseguiti presto, bene, e limitando al massimo le perdite di denaro e materiali.
Ad accogliere il ragazzo vi è un robot alquanto malmesso, identificato dal numero 444 – 1


La storia è semplice, e quasi comica per buona parte del corto.
Tsutomu proverà disperatamente a convincere 444 -1 a far cessare i lavori, ma questi fedele alla consegna e a routine fisse si rifiuterà categoricamente di obbedire, giungendo persino a tentare di uccidere l'uomo.
Nel frattempo, il cantiere diviene sempre più instabile. Ogni giorno decine di robot collassano a causa del troppo lavoro, la costruzione sembra andare indietro anziché avanti, in un marasma di incidenti, malfunzionamenti, e problemi di ogni tipo.
Alla fine Tsutomu, esasperato da quella situazione e dalla cocciutaggine insensata di 444 – 1 decide per una soluzione drastica, attaccando il robot.
Tenta di abbatterlo, con la speranza che questo basti a bloccare tutto.
Purtroppo non va secondo i piani dell'uomo, il quale si vede costretto a seguire il cavo di alimentazione di 444 -1, sino al cuore energetico dell'intera struttura.
Mentre si allontana, giunge un messaggio da parte dei suoi superiori: c'è stato un nuovo cambio al potere, il progetto deve essere ripreso.
Tsutomu non lo sente, è troppo impegnato a lottare contro il cuore vivo del cantiere.
A questo punto lo spettatore torna nel circo, ritrovando Sachi e Cicerone.
Lo spettacolo è finito. Sachi e il gatto partecipano ad una parata grottesca, che si conclude in un tripudio di fuochi artificiali.
L'ultima cosa che vediamo sono Sachi e Cicerone, seduti dinnanzi ad uno schermo televisivo: stanno guardando loro stessi.
Neo Tokyo è un film bizzarro, onirico, sorprendente.
Il livello qualitativo appare molto alto, le storie sono curate e graficamente interessanti.
Molto viene lasciato all'immaginazione, nulla sembra essere mai del tutto chiaro, ed in generale regna quell'atmosfera oscura, inquietante ed un po' malata, tipica delle produzioni di quegli anni.
Consigliatissimo, specie in una notte silenziosa e piovosa come quella in cui sto scrivendo.